#43 Wagara
I motivi giapponesi che raccontano storie attraverso le forme
Se osservi un kimono, un tessuto giapponese o una Temari, potresti incontrare forme che si ripetono: foglie, onde, esagoni, ventagli, fiori e intrecci geometrici.
Non sono sempre semplici decorazioni.
Molti di questi disegni appartengono al mondo dei Wagara (和柄), i motivi tradizionali giapponesi.
Ogni motivo può racchiudere un significato, un augurio o un legame con la natura. Ed è proprio questo uno degli aspetti della cultura giapponese che amo di più: una forma può essere bella da vedere e, allo stesso tempo, raccontare qualcosa.
Cosa significa Wagara?
La parola Wagara (和柄) è formata da wa (和), che indica ciò che è giapponese, e gara (柄), che significa motivo o disegno.
Con questo termine oggi indichiamo molti motivi decorativi tradizionalmente utilizzati in Giappone su kimono, obi, tessuti, oggetti, carta e tante altre creazioni artigianali.
Alcuni nascono dall'osservazione della natura, altri dalla geometria.
Fiori, piante, onde e animali vengono trasformati in forme stilizzate, mentre cerchi, triangoli, rombi ed esagoni si incontrano e si ripetono creando composizioni molto armoniose.
Ma la cosa interessante è che molti di questi motivi non sono stati scelti soltanto per la loro bellezza.
Nel corso del tempo sono stati associati a significati e desideri di buon auspicio.
Asanoha: crescere forti come la canapa
Uno dei motivi geometrici più conosciuti è Asanoha (麻の葉), letteralmente "foglia di canapa".
Il disegno è formato da linee geometriche che ricordano le foglie della pianta di canapa.
La canapa cresce rapidamente, alta e forte. Per questo Asanoha è stato associato alla crescita sana e vigorosa, ed è stato utilizzato anche per gli abiti dei bambini come augurio di buona crescita.
È un motivo che amo particolarmente perché, nonostante sia composto da semplici linee, crea un disegno ricco e dinamico.
E quando lo osserviamo attentamente, possiamo scoprire quanto la geometria possa trasformarsi in qualcosa di sorprendentemente delicato.
Kikkō: la geometria del guscio della tartaruga
Un altro motivo affascinante è Kikkō (亀甲).
La sua struttura è composta da esagoni e richiama le forme del guscio della tartaruga.
Nella cultura giapponese la tartaruga è da lungo tempo simbolo di longevità e buon auspicio. Per questo anche il motivo Kikkō ha assunto significati legati alla lunga vita e alla fortuna.
Da questa semplice struttura esagonale sono nate numerose varianti.
Una di queste è Mitsubane Kikkō (三つ羽根亀甲), un motivo che possiamo incontrare anche nel mondo delle Temari.
Ed è proprio qui che per me il mondo dei Wagara diventa ancora più interessante.
Dai Wagara alle Temari
Quando realizziamo una Temari, partiamo da una sfera.
La dividiamo con precisione, individuiamo punti e linee e, poco alla volta, attraverso il filo, facciamo nascere un disegno.
Triangoli, rombi, esagoni, stelle e fiori si incontrano sulla superficie.
Alcune strutture e alcuni motivi che vediamo nelle Temari possono ricordare i Wagara o condividere con essi lo stesso linguaggio geometrico.
È importante però non pensare che ogni disegno di una Temari sia necessariamente un Wagara tradizionale.
Il legame che trovo più affascinante è piuttosto nel modo di osservare e trasformare le forme.
Un motivo che troviamo su un tessuto può diventare un'ispirazione. Possiamo studiarne la geometria, osservare come le linee si incontrano e immaginare come quella stessa armonia potrebbe svilupparsi sulla superficie di una sfera.
È un passaggio dalla superficie piatta alla tridimensionalità.
Ed è qui che comincia la creatività.
La natura diventa geometria, la geometria diventa filo
Questo processo racconta qualcosa che ritrovo spesso nell'artigianato giapponese.
Si osserva la natura.
Si semplifica una forma.
La forma diventa un motivo.
E quel motivo viene ripetuto, interpretato e trasformato dalle mani.
Una foglia può diventare un intreccio di linee.
Il guscio di una tartaruga può diventare una sequenza di esagoni.
Un fiore può essere rappresentato attraverso pochi elementi geometrici.
E sulla Temari quelle stesse forme acquistano ancora un'altra dimensione grazie al filo, ai colori e alla curvatura della sfera.
Guardare un motivo con occhi diversi
La prossima volta che incontri un tessuto giapponese, prova a non fermarti al primo pensiero: "Che bel disegno!"
Osservalo un po' più a lungo.
Quali forme riesci a riconoscere?
Da dove potrebbero essere nate?
Si ripetono?
Hanno un significato?
E soprattutto: come potresti reinterpretarle con le tue mani? Non è necessario copiare esattamente un motivo tradizionale. Possiamo lasciarci ispirare dalla sua geometria, dai colori, dal ritmo delle forme e dal significato che porta con sé.
Per me è anche questo il piacere di creare una Temari: partire da fili e semplici linee e vedere, punto dopo punto, comparire qualcosa che prima esisteva soltanto nella nostra immaginazione.
Forse la prossima volta che guarderai una Temari, un kimono o un tessuto giapponese, scoprirai che dietro una piccola forma geometrica si nasconde una storia.
E magari proprio quella forma diventerà l'inizio della tua prossima creazione.